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Comunicato stampaPubblicato l'8 ottobre 2026

Sbloccate le scorte obbligatorie per garantire le forniture di mangimi proteici

Berna, 08.10.2026 — In Svizzera l’approvvigionamento di fonti proteiche per l’alimentazione animale rimane critico a causa delle persistenti difficoltà logistiche lungo le catene di fornitura. In particolare, il trasporto attraverso il Reno e il Danubio resta fortemente limitato a causa del basso livello delle acque. Per ovviare alla carenza che si sta delineando e sostenere il mercato nazionale è stato deciso di sbloccare le scorte obbligatorie di mangimi proteici. Sarà così possibile garantire l’approvvigionamento.

Su richiesta di Roland Pfister, delegato all’Approvvigionamento economico del Paese (AEP), il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) Guy Parmelin ha disposto la liberazione delle scorte obbligatorie. L’apposita ordinanza entrerà in vigore il 15 ottobre 2026.

Ciò consentirà di effettuare ulteriori prelievi dalle scorte obbligatorie. Grazie a una temporanea riduzione della copertura del fabbisogno, dal 1° settembre di quest’anno è già possibile prelevare fino al 20 % del volume totale. Mentre questa decisione è di competenza del delegato AEP, in caso di aumento della domanda spetta al DEFR disporre ulteriori liberazioni di scorte tramite ordinanza.

Approvvigionamento garantito

Dal 1° settembre è stato prelevato il 9,5 % delle scorte obbligatorie totali. È la prima volta che vengono effettuati prelievi che riguardano generi alimentari e mangimi. Infatti, sebbene anche nel 2018 fossero stati autorizzati prelievi a causa del basso livello dei fiumi, la situazione si era poi rapidamente normalizzata e non era stato necessario intervenire.

Le scorte obbligatorie di mangimi proteici hanno come obiettivo la copertura del fabbisogno per due mesi e, come tutte le scorte obbligatorie, sono di proprietà delle imprese. I quantitativi vengono stabiliti basandosi sull’ipotesi che non siano più possibili importazioni. Oggi, tuttavia, i mangimi proteici continuano ad arrivare in Svizzera, seppure in misura minore. Pertanto, grazie alle scorte obbligatorie è possibile tamponare le crisi per un periodo molto più lungo di quanto lasci intendere l’obiettivo prefissato.

Sul mercato mondiale sono ancora disponibili quantità sufficienti di fonti proteiche, mentre le restrizioni riguardano principalmente la fornitura e il trasporto verso la Svizzera. Infatti, a causa della magra del Reno e del Danubio le capacità di trasporto sono ridotte.

La situazione riguarda anche gli impianti di spremitura dei semi oleosi, dove sono limitate sia la consegna dei semi sia il trasporto delle fonti proteiche ricavate da essi. Inoltre, la domanda di capacità di trasporto su rotaia e su gomma è elevata perché, dopo il viaggio attraverso il Reno e il Danubio, molte merci devono essere trasferite con altre modalità e la carenza di foraggio grezzo richiede ulteriori trasporti. I trasferimenti necessari per la Svizzera sono quindi in concorrenza con altri flussi di merci e questo fa sì che in alcuni casi le consegne subiscano ritardi o vengano temporaneamente sospese.

Dipendenza dalle importazioni

Le fonti proteiche per l’alimentazione animale sono componenti ricchi di proteine presenti nei mangimi, in particolare la farina di soia, di colza e di girasole. Queste farine sono un derivato della lavorazione dei semi oleosi per l’estrazione dell’olio vegetale. Per la farina di soia la Svizzera dipende quasi interamente dalle importazioni.

Le fonti proteiche vengono trasformate dai produttori di foraggio in mangimi composti insieme a cereali e altri ingredienti oppure aggiunte alle razioni alimentari e impiegate soprattutto nell’allevamento di bovini, suini e pollame.